BES – Modello regionale di Piano Didattico Personalizzato (PDP)

Pubblicato: 7 ottobre 2013 in B.E.S. Bisogni Educativi Speciali
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Modello regionale di Piano Didattico Personalizzato (PDP) e avvio di una fase di ricerca-formazione sull’utilizzo dello strumento

USR per il Piemonte  ( Nota prot. 9252) – L’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, in collaborazione con un gruppo di docenti del Territorio, ha elaborato un modello di Piano Didattico Personalizzato (PDP) per gli allievi con Bisogni Educativi Speciali (BES).

Tale modello, costruito sulla base delle tipologie di PDP pre-esistenti e delle esperienze pregresse di utilizzo, potrà essere adottato a partire dall’anno scolastico in corso da tutte le scuole, statali e paritarie e di ogni ordine e grado, che lo riterranno opportuno, in un’ottica di sperimentazione per la verifica e il miglioramento dello strumento stesso e delle relative applicazioni.

La proposta di un PDP comune risponde in parte all’esigenza di fornire a tutti i docenti indicazioni e linee di pensiero e di azione per orientare e supportare la gestione delle classi complesse attuali, anche attraverso la possibilità di una comparazione di pratiche.

Si segnala che nel corso dell’anno saranno proposti alcuni momenti di accompagnamento e confronto sull’utilizzo del modello PDP regionale.

Nelle prossime settimane l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte organizzerà un convegno regionale per la presentazione ufficiale del modello di PDP per i BES e delle azioni a supporto dei processi inclusivi, del quale sarà data successiva comunicazione.

UN MODELLO DI PDP PER I BES: PREMESSE PEDAGOGICO-GIURIDICHE E INDICAZIONI PER L’UTILIZZO

La Legge 170/2010 e il successivo decreto attuativo (DM 5669/2011) hanno introdotto in modo ufficiale il Piano Didattico Personalizzato (PDP) come “vincolo e opportunità” pedagogica e didattica per gli allievi con Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA).

Il PDP assume le caratteristiche di un documento e le Linee Guida del 2011 ne definiscono tempi e modalità di utilizzo, tuttavia è importante sottolineare il valore e il “potere” pedagogico ed educativo che la pratica professionale relativa alla compilazione del PDP assume (cfr. Fogarolo, 2012).

In tal senso, dopo alcuni anni di utilizzo, e alla luce dei paradigmi di riferimento sul funzionamento delle persone (ICF-OMS, 2001) e della recente normativa nazionale sui BES (Dir. Min. 27/12/2012; c.m. n.8/2013), pare utile pensare alle possibili azioni di miglioramento.

Nell’anno scolastico 2012-13, l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte ha costituito un gruppo di lavoro di docenti rappresentativo dei vari ordini di scuola, per la riflessione sulle necessità e criticità emergenti dall’utilizzo concreto dello strumento e per l’elaborazione di un modello “adeguato e funzionale” di PDP, in un’ottica di Ricerca-Azione.

L’idea di elaborare un modello comune a livello regionale di PDP, fatto salvo il principio dell’autonomia delle singole istituzioni scolastiche, si fonda su due obiettivi strettamente interconnessi:

-ottimizzare il valore euristico dello strumento come occasione di confronto e riflessione su principi e strategie pedagogico-didattici essenziali, anche attraverso l’acquisizione di un lessico più “fondato scientificamente” e condiviso tra i soggetti coinvolti (referente DSA, referente della Sanità, insegnanti di classe, famiglia, allievo);

-migliorare la comunicazione e la condivisione di informazioni utili tra le scuole e i vari ordini di scuola, favorendo al contempo lo scambio di idee e pratiche efficaci e innovative a livello di Territorio.

Le recenti disposizioni sui BES, con il riposizionamento dei DSA all’interno di tale più ampia categoria e l’estensione delle indicazioni sulla compilazione del PDP alle altre tipologie di BES, hanno reso indispensabile riflettere sullo strumento per problematizzare una sua ridefinizione (attraverso una suddivisione e moltiplicazione di modelli di PDP per categorie di BES) o un’integrazione delle nuove aree di bisogni “speciali” indicate dai documenti. Il gruppo di lavoro piemontese, che aveva già iniziato la riflessione e la costruzione di un modello comune di PDP per gli allievi con DSA, ha ritenuto opportuno non produrre un ulteriore documento per gli allievi con altre tipologie di BES e ha concentrato gli sforzi per elaborare un unico modello integrato, articolato in differenti sezioni, alcune comuni a tutti i BES, altre specifiche per tipologia, che possa essere utilizzato in modo flessibile e dinamico, adattandolo alle diverse esigenze delle classi. I docenti selezioneranno, anche sulla base delle indicazioni esplicitate nel PDP, le parti che riterranno utili compilare per ciascun singolo allievo con Bisogni Educativi Speciali.

Si sottolinea come tale documento, pur costituendo un modello unitario per tutti gli allievi con BES, non si riduca ad un modello “uniforme e uniformante,” al contrario, si ritiene che il suo impiego – se adeguato – possa aiutare a pensare e progettare azioni mirate e specifiche (di individualizzazione e personalizzazione), sulla base delle specifiche e variegate situazioni personali e ambientali, in un’ottica di classe inclusiva che salvaguardi l’apprendimento e la partecipazione di tutti ad un macro-progetto comune.

Per valorizzare al meglio il potenziale euristico dello strumento, sono state compiute alcune scelte strategiche quali l’inserimento di griglie osservative anche per gli allievi senza diagnosi clinica (area dello svantaggio culturale, socioeconomico e linguistico) e di indicazioni operative relative a disturbi evolutivi specifici meno noti (quali il Funzionamento Intellettivo Limite e l’ADHD).

L’aspetto di maggior valore e novità per i docenti è costituito dall’introduzione di una tabella degli interventi educativi e didattici personalizzati “su base ICF”. La compilazione di tale tabella, pur con le difficoltà connesse all’ancor scarso impiego dell’ICF, pare presentare due vantaggi:

-consente di mettere in luce il valore dell’azione didattica e il ruolo di regia sul contesto del docente, per il miglioramento di specifiche e fondamentali capacità/conoscenze dell’ allievo (che ciascun docente selezionerà in base alle priorità della sua disciplina);

-consente di verificare l’efficacia dell’introduzione dei fattori facilitanti e/o della rimozione dei fattori ostacolo attraverso lo spostamento del livello di difficoltà nella performance conclusiva (rilevata al termine del percorso didattico di abilitazione/potenziamento).

In sintesi, riduce il rischio di una compilazione decontestualizzata e favorisce scelte didattiche consapevoli e “fondate.”

Il modello proposto non rappresenta il miglior modello di PDP possibile, al contrario, siamo consapevoli della presenza di limiti e difficoltà, ma riteniamo altresì che soltanto attraverso il suo effettivo utilizzo possano emergere più chiaramente gli elementi di criticità/migliorabilità aderenti agli effettivi bisogni dei diversi contesti scolastici, contesti che, come abbiamo visto, risultano essere in continuo mutamento. Documenti e strumenti devono rappresentare una leva per provare a gestire la complessità del cambiamento, secondo i bisogni e l’esperienza di ciascun professionista e del suo contesto lavorativo.

In questa ottica, l’anno scolastico in corso viene considerato un anno di “sperimentazione” durante il quale le scuole che decideranno di adottare il PDP regionale per i BES potranno usufruire di spazi per l’accompagnamento alla compilazione e, soprattutto, di alcuni momenti in itinere e conclusivi per il confronto delle pratiche di utilizzo e il monitoraggio dell’efficacia in termini di aiuto al processo di apprendimento-insegnamento.

La fase di valutazione finale è prevista per giugno 2014, attraverso la raccolta di dati qualiquantitativi a campione.

Ringraziamo sin d’ora i docenti che dedicheranno tempo ed energie per collaborare a questo progetto per il successo formativo di tutti i nostri studenti.

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