Scegliere dopo la terza media

Pubblicato: 19 settembre 2012 in Scuole e CFP Lecco
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Dopo la terza media

La riforma della Scuola è entrata in vigore nell’anno scolastico 2010/11 e ha ridisegnato in modo significativo il quadro della scuola secondaria di secondo grado.

L’impianto è determinato da un complesso iter normativo i cui punti qualificanti sono:

  • Il nuovo ordinamento dei Licei (già delineato inizialmente dalla legge 53/2003) che rivede il precedente sistema liceale che confluisce, con un nuovo assetto ordinamentale e didattico, nei seguenti licei: artistico, classico, linguistico, musicale e coreutico, scientifico e delle scienze umane;
  • Il riordino ed il potenziamento dell’Istruzione Tecnica e Professionale (già previsto dalla legge 40/2007) che limita la precedente frammentazione degli indirizzi aggregando gli Istituti in aree scientifiche e tecniche di rilevanza nazionale. In tale riordino l’Istruzione professionale di competenza nazionale viene inclusa nell’ambito dell’istruzione superiore di durata quinquennale.
  • Completa il quadro ordinamentale l’Istruzione e Formazione professionale di competenza regionale regolato dal capo III del DM. 226/2005 già entrato in vigore in Lombardia con la Legge della Regionale n. 19/2007. Il sistema regionale, che porta ad una qualifica professionale triennale valida comunque su tutto il territorio nazionale, si integra – evitando sovrapposizioni – con il sistema nazionale della formazione professionale.

Tale quadro normativo delinea una offerta formativa globale in cui i diversi ordini di scuola non si contrappongono secondo una gerarchia di valori, ma si qualificano ciascuna per un proprio profilo culturale, educativo e professionale che vede, per molti aspetti, accumunati i vari percorsi perché:

  • Le classi del biennio di tutti ordini scolastici, la cui frequenza concorre all’assolvimento dell’obbligo formativo di cui alla legge 296/2006, sono caratterizzate dall’approfondimento degli assi culturali dei linguaggi, matematico, scientifico, tecnologico, storico-sociale che definiscono le competenze chiave di cittadinanza attiva;
  • Tutti i percorsi di studi terminano con un diploma che consente l’accesso alle facoltà universitarie. Anche gli studenti in possesso della qualifica professionale regionale possono completare il percorso formativo mediante la frequenza di un quarto e quinto anno utile a sostenere l’esame di Stato ed il conseguente possibile accesso all’università.

Va infine tenuto presente che a fronte di una forte semplificazione dei percorsi formativi le Linee guida dei nuovi ordinamenti prevedono quote orarie consistenti di autonomia e di flessibilità organizzativa che le scuole possono utilizzare sia per rispondere a richieste del territorio e del mondo del lavoro sia per approfondire, su richiesta delle famiglie e degli studenti, aspetti delle discipline obbligatorie o introdurre altre discipline facoltative. Ovviamente gli Organi Collegiali delle istituzioni scolastiche costruiranno i propri percorsi attraverso l’elaborazione del Piano dell’offerta formativa (POF) da rendere noto alle famiglie prima dell’avvio dell’anno scolastico.

Fonte – http://www.provincia.lecco.it/istruzione-e-formazione-professionale/orientamento-2/scegliere-dopo-la-terza-media/

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