Il nuovo standard ICF 

Il concetto di disabilità cambia e secondo la nuova classificazione (approvata da quasi tutte le nazioni afferenti all’ONU) e diventa un termine ombrello che identifica le difficoltà di funzionamento della persona sia a livello personale che nella partecipazione sociale. In questa classificazione i fattori biomedici e patologici non sono gli unici presi in considerazione, ma si considera anche l’interazione sociale: l’approccio, così, diventa multiprospettico: biologico, personale, sociale. La stessa terminologia usata è indice di questo cambiamento di prospettiva, in quanto ai termini di menomazione, disabilità ed handicap (che attestavano un approccio essenzialmente medicalista) si sostituiscono i termini di Strutture Corporee, Attività e Partecipazione. Di fatto lo standard diventa più complesso, in quanto si considerano anche i fattori sociali, e non più solo quelli organici.

Funzioni corporee

  1. Funzioni mentali
  2. Funzioni sensoriali e dolore
  3. Funzioni della voce e dell’eloquio
  4. Funzioni dei sistemi cardiovascolare, ematologico, immunologico, respiratorio
  5. Funzioni dell’apparato digerente e dei sistemi metabolico ed endocrino
  6. Funzioni riproduttive e genitourinarie
  7. Funzioni neuro – muscolo – scheletriche correlate al movimento
  8. Funzioni cutanee e delle strutture correlate
Strutture corporee

  1. Sistema nervoso
  2. Visione e udito
  3. Comunicazione verbale
  4. Sistemi cardiovascolare e immunologico, apparato respiratorio
  5. Apparato digerente e sistemi metabolico ed endocrino
  6. Sistemi genitourinario e riproduttivo
  7. Movimento
  8. Cute e strutture correlate
Fattori ambientali

  1. Prodotti e tecnologia
  2. Ambiente naturale e cambiamenti effettuati dall’uomo
  3. Relazione e sostegno sociale
  4. Atteggiamenti
  5. Sistemi, servizi e politici
Attività e partecipazione

  1. Apprendimento ed applicazione delle conoscenze
  2. Compiti e richieste generali
  3. Comunicazione
  4. Mobilità
  5. Cura della propria persona
  6. Vita domestica
  7. Interazione e relazioni personali
  8. Aree di vita principali
  9. Vita sociale, civile e di comunità

La nuova classificazione è subentrata all’ICIDH il 21 maggio 2001 quale nuovo standard di classificazione dello stato di malattia e di salute.

Differenze tra le due prospettive 

L’ICIDH era coerente con una prospettiva organicistica, e il punto di partenza è sempre lo stato morboso (malattia congenita o sopravvenuta, incidente) in seguito al quale si origina una menomazione, intesa come perdita (o anomalia) funzionale, fisica o psichica, a carico dell’organismo. Tale menomazione può sfociare in disabilità, intesa come limitazione della persona nello svolgimento delle “normali” attività, mentre questa può portare all’handicap, ovvero allo svantaggio sociale che si manifesta nell’interazione con l’ambiente.

Quella dell’ICF è una prospettiva multidimensionale, che non si limita solo ai fattori organici, definiti come “funzioni” e “strutture corporee”. In effetti l’intero schema dell’ICF è fondamentalmente una ripartizione in due macrocategorie, a loro volte ulteriormente suddivise:

  • Parte 1: Funzionamento e disabilità, comprendente i fattori organici;
    1. Strutture corporee (organi e strutture anatomiche in genere)
    2. Funzioni corporee (le funzioni fisiologiche espletate da tali strutture)
  • Parte 2: Fattori contestuali;
    1. Fattori ambientali (ovvero dell’ambiente fisico – sociale)
    2. Fattori personali, consistenti nella capacità d’interazione con l’ambiente fisico – sociale.

Ogni fattore interagisce con gli altri, ed i fattori ambientali e personali non sono meno importanti dei fattori organici. Lo schema generale è: funzioni e strutture corporee <–> Attività <–> Partecipazione.

In sostanza l’ICIDH valutava i fattori di disabilità iniziando dalla menomazione, mentre l’ICF valuta le abilità residue dell’individuo (tale ottica è evidente sin dal nome dello standard, ovvero “classificazione internazionale delle funzionalità”), sostituendo al concetto di “grado di disabilità” quello di “soglia funzionale”.

Ciò che è fondamentalmente diverso è l’ambito di applicazione: mentre l’ICIDH è limitato al semplice ambito della disabilità, l’ICF descrive i vari gradi di funzionalità partendo dall’interazione dei suoi fattori e prevedendo anche diverse sottoclassi dello stesso parametro.

  • Strutture corporee
    • Funzioni mentali
      • Funzioni mentali globali
        • Funzioni dell’orientamento
          • Orientamento alla persona
            • Orientamento a sé stessi

Quindi la disabilità stessa viene vista in senso dinamico, in quanto non solo dipendente da stati patologici cronici, ma anche da fattori psichici e sociali, fattori necessariamente in costante evoluzione.

Fonte – http://it.wikipedia.org/wiki/Disabilit%C3%A0

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