L’elemento discriminatore nella valutazione del funzionamento è  l’attività, che nasce dall’interazione fra le funzioni e le strutture corporee e  consiste nella capacità di eseguire compiti o azioni (performance). Tale  capacità determina il livello di partecipazione e di coinvolgimento del  soggetto alla vita sociale. L’attività non è determinata esclusivamente dalle  funzioni e strutture corporee, ma anche dall’interazione di queste con  fattori ambientali (fisici, sociali e culturali) e con fattori personali (portati  psicologici) che mediano fra il soggetto con le sue capacità funzionali e il  contesto in cui avviene la partecipazione.

La centralità dell’ICF assegnata ai fattori ambientali e ai fattori  personali ha determinato la necessità di distinguere fra capacità e
performance. La capacità è la possibilità del soggetto di svolgere  determinati compiti in un ambiente neutro, mentre la performance è la  capacità del soggetto di svolgere quei compiti in un contesto concreto che  lo può aiutare (mediante facilitatori) o ostacolare (opponendo barriere). In  altre parole, la capacità, inserendosi in un contesto specifico, diviene  performance, una performance che può essere costituita da un  comportamento maggiormente funzionale, se sostenuta da facilitatori, o in  un comportamento meno funzionale, se ostacolato da barriere.

I concetti di facilitatori e di barriere costituiscono un importante momento descrittivo della relazione fra persona con disabilità e ambiente, e nella fattispecie fra alunno con disabilità e scuola. In questi termini, l’ICF diviene uno strumento capace di agire per
individuare gli elementi che migliorano le prestazioni scolastiche,  relazionali e individuali, proprio sulla base della predisposizione della  scuola di opportuni facilitatori e della rimozione di barriere invalidanti. Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Dipartimento per l’Istruzione  Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione

L’ICF e la scuola

L’ICF può quindi rappresentare un modello culturale e concettuale  capace di analizzare i vari aspetti del contesto che determinano il grado di  inclusione dell’alunno.  L’obiettivo principale del progetto in questione è pertanto quello di  individuare, cercando di superare le difficoltà inerenti la complessità del  modello ICF, le modalità di applicazione dello stesso nelle istituzioni  scolastiche, con particolare riguardo all’analisi dei fattori contestuali, agli  elementi determinanti la partecipazione nel contesto scolastico, ai 
facilitatori e alle barriere che determinano le performance degli alunni con  disabilità. 

  • Leggi – PROGETTO ICF – Dal modello ICF dell’OMS alla progettazione per l’inclusione

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