PATTO PER L’INNOVAZIONE NELL’ECONOMIA SOCIALE

Un’esperienza di valutazione nei servizi della Casa Famiglia “Sole Donna” di Cerignola (Fg)

 Timperio Luana

Consulente socio-pedagogica della Procura della Repubblica di Foggia – Area minori e adulti

In questa giornata tratterò il tema dei sistemi usati per la valutazione dei progetti stilati e realizzati per i soggetti inseriti nelle comunità terapeutiche o di recupero.

Andando nel dettaglio mi occupo di una Casa Famiglia per donne e bambini vittime di violenza nella quale adottiamo come sistema di progettazione e valutazione l’ICF: Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della Salute.

Lo scopo generale della classificazione ICF è quello di fornire un linguaggio standard e unificato che serva da modello per la descrizione della salute e degli stati ad essa correlati. Essa definisce le componenti della salute e alcune componenti ad essa correlate (come l’istruzione e il lavoro). I domini contenuti nell’ICF – un dominio è un insieme pratico e significativo di funzioni fisiologiche, strutture anatomiche, azioni, compiti, o aree di vita correlate- possono, perciò, essere visti come domini della salute e domini ad essa correlati. Questi domini sono descritti dal punto di vista corporeo, individuale e sociale in due elenchi principali:

1. Funzioni e Strutture Corporee

2. Attività e Partecipazione.

In quanto classificazione, l’ICF raggruppa in maniera sistematica diversi domini di una persona in una data condizione di salute ( ad es. quello che una persona con una malattia o un disturbo fa o può fare).

Funzionamento, comprende tutte le funzioni corporee, le attività e la partecipazione; allo stesso modo disabilità include menomazioni, limitazioni dell’attività o restrizioni della partecipazione. L’ICF elenca anche i fattori ambientali che interagiscono con tutti questi costrutti. In questo modo esso permette, nel nostro caso all’educatore, di registrare degli ultimi profili del funzionamento, della disabilità e della salute dell’individuo in vari domini.

Attività, comprende l’esecuzione di un compito o di un’azione da parte di un individuo, mentre la Partecipazione è il coinvolgimento in una situazione di vita.

I domini per la componente Attività e Partecipazione sono presenti in un unico elenco che copre l’intera gamma delle aree di vita ( dall’ “apprendimento basilare” o “guardare” a aree composte come le “interazioni interpersonali” o il “lavoro”).

I domini di questa componente sono indicati dai qualificatori performance e capacità.

Il qualificatore Performance descrive ciò che un individuo fa nel suo ambiente attuale. Dato che l’ambiente attuale implica un contesto sociale, la performance può anche venire considerata come “coinvolgimento in una situazione di vita” delle persone nel contesto reale in cui vivono.

Il qualificatore capacità descrive l’abilità di un individuo di eseguire un compito o un’azione. Questo costrutto ha lo scopo di indicare il più alto livello probabile di funzionamento che una persona può raggiungere in un dato dominio, in uno specifico momento.

Per valutare l’abilità complessiva dell’individuo, sarebbe necessario utilizzare un ambiente “standardizzato”, in modo da neutralizzare l’impatto della variabilità dei diversi ambienti sull’abilità dell’individuo.

Nella nostra Casa Famiglia l’ICF viene usato compatibilmente al DSM IV, ossia il manuale che classifica i disturbi psichici mentali; l’ICF rispetto al DSM IV è una classificazione delle “componenti della salute”, che identificano gli elementi costitutivi della salute.

 1. Scopi dell’ICF

L’ICF è una classificazione che ha diversi scopi e può essere utilizzata in discipline e settori diversi.

I suoi scopi principali possono essere così sintetizzati:

  • Fornire una base scientifica per la comprensione e lo studio della salute, delle condizioni, conseguenze e cause determinanti ad essa correlate;
  • Stabilire un linguaggio comune per la descrizione della salute e delle condizioni ad essa correlate allo scopo di migliorare la comunicazione fra diversi utilizzatori, tra cui gli operatori sanitari, gli esponenti politici, la popolazione, incluse le persone con disabilità;
  • Rendere possibile il confronto fra dati raccolti in Paesi, discipline sanitarie, servizi e in periodi diversi;
  • Fornire uno schema di codifica sistematico per i sistemi informativi sanitari.

2. Applicazione dell’ICF nella Casa Famiglia

Nella nostra comunità l’ICF viene utilizzato per progettare il percorso psico-educativo che ogni ragazza seguirà in un periodo di tempo prestabilito e determinato. L’equipe stabilisce un obiettivo semestrale da raggiungere, suddiviso in micro obiettivi mensili che a loro volta sono suddivisi in sotto obiettivi settimanali. La stessa equipe settimanalmente monitora il raggiungimento dei sotto obiettivi settimanali attraverso un sistema di valutazione a scala numerica da 1 a10 giornaliera, ossia fornisce ogni giorno una valutazione numerica alle singole attività svolte dalle ragazze.

La valutazione mensile degli obiettivi raggiunti permette di procedere nel percorso progettuale passando  all’obiettivo successivo, mentre se ciò non avviene, si persegue fino al raggiungimento dell’obiettivo non conseguito, cambiando gli strumenti e i metodi.

 Visione dell’insieme dell’ICF

 

Funzionamento e disabilità Fattori contestuali
Componenti Funzioni e strutture corporee Attività e Partecipazione Fattori Ambientali Fattori Personali
Domini Funzioni corporeeStrutture corporee Aree di vita(compiti, azioni) Influenze esterne su funzionamento e disabilità Influenze interne su funzionamento e disabilità
Costrutti Cambiamento nelle funzioni corporee(fisiologico)Cambiamento nelle strutture corporee (anatomico) CapacitàEseguire compiti in un ambiente standardPerformance eseguire compiti nell’ambiente attuale Impatto facilitante o ostacolante delle caratteristiche del mondo fisico, sociale e degli atteggiamenti Impatto delle caratteristiche della persona
Aspetto positivoFunzionamento Integrità funzionale e strutturale Attività Partecipazione Facilitatori Non applicabile
Aspetto negativoDisabilità Menomazione Limitazione dell’attivitàRestrizione della partecipazione Barriere/ostacoli Non applicabile

3. I Fattori Contestuali

La seconda parte dell’ICF è rappresentata dai Fattori contestuali. I fattori contestuali comprendono l’intero background della vita e della condizione dell’esistenza di un individuo. Essi includono due componenti:

   Fattori Ambientali                                                     

Fattori Personali

  • I fattori Ambientali comprendono l’ambiente fisico, sociale e degli atteggiamenti in cui le persone vivono e conducono la loro esistenza. Questi fattori sono esterni agli individui e possono avere un’influenza positiva e negativa sulla partecipazione dell’individuo come membro della società, sulla capacità dell’individuo di eseguire azioni o compiti, o sul suo funzionamento o sulla struttura del corpo.
  • I fattori ambientali sono organizzati nella classificazione in due differenti livelli:
  • Individuale: l’ambiente personale dell’individuo, inclusi – ma non solo – la casa, il luogo di lavoro e la scuola. Questo livello comprende le caratteristiche fisiche e materiali dell’ambiente in cui l’individuo si trova e in cui ha un contatto diretto con le altre persone, quali i familiari, i conoscenti, i compagni e gli estranei.
  • Sociale: le strutture sociali formali e informali, i servizi e le principali interazioni nella comunità o nella società che hanno un impatto sugli individui. Questo livello include organizzazioni e servizi correlati all’ambiente di lavoro, attività della comunità, servizi statali,servizi di comunicazione e trasporto, reti sociali informali e leggi, regolamenti, atteggiamenti e ideologie.
  • I fattori personali: sono il background personale della vita e dell’esistenza di un individuo, e rappresentano quelle caratteristiche dell’individuo che non fanno parte della condizione di salute o degli stati di salute. Questi fattori comprendono il sesso, la razza, l’età, altre condizioni di salute, la forma fisica, lo stile di vita, le abitudini, l’educazione ricevuta, la capacità di adattamento l’istruzione, modelli di comportamento generali e stili caratteriali, che possono giocare un certo ruolo nella disabilità a qualsiasi livello.

 Un’esperienza in Casa Famiglia

Nella nostra comunità, l’equipe ha lavorato solo su una parte dell’ICF, prendendo in considerazione l’attività e la partecipazione con i qualificatori ad essi correlati e i fattori personali.

Una ragazza di diciassette anni, proveniente da madre e padre alcolizzati, è stata inserita nella nostra casa famiglia in quanto la sua precarietà coinvolgeva, oltre alla sua, una piccola vita di dieci mesi.

La ragazza era totalmente chiusa in sé stessa, incapace di esprimere le sue emozioni, inconsapevole del problema che la sua famiglia viveva in quanto abituata, sin da piccola, alla violenza verbale, fisica e inoltre ad un pessimo stato igienico. La ragazza viveva con il suo bambino un attaccamento di tipo ansioso ambivalente, si prendeva cura di lui solo nel momento in cui lei aveva bisogno di tale affetto, manifestandolo, però, con atteggiamenti aggressivi e non verbali.

Dopo un periodo di osservazione della durata di un mese, l’equipe comincia a lavorare su una ipotesi progettuale al fine di far intraprendere alla ragazza con il suo bambino un percorso psico-rieducativo basato sul raggiungimento di obiettivi a cadenza mensile.

Gli obiettivi sono stati dedotti partendo dalla Checklist per la Classificazione Internazionale della Disabilità e della Salute( ICF), appositamente codificata tenendo conto del profilo di funzionamento della ragazza.

Il progetto è stato suddiviso in quattro macro aree che corrispondono ai quattro domini nei quali la ragazza manifesta maggiore difficoltà. Le quattro aree, nella quali la persona in esame manifesta maggiori difficoltà, corrispondono ai domini della Comunicazione, Interazione e Relazione interpersonale, Cura della propria persona, Vita domestica.

Ogni dominio è formato da più categorie; l’equipe ha esaminato ognuna di queste classi, riscontrando come la ragazza presenti difficoltà, di differente entità, nelle singole categorie.

Inoltre per ogni singola categoria ci sono precisi obiettivi, il cui raggiungimento sarà sottoposto a valutazione mensile.

1. Nel dominio della Comunicazione, le categorie in cui ci sono maggiori difficoltà sono:

  • Comunicazione con – ricevere – messaggi verbali;
  • Parlare;

2. Nel dominio della Interazione e Relazione Interpersonale, le categorie che si andranno a curare sono:

  • Interazioni personali semplici;
  • Entrare in relazione con gli estranei;
  • Relazioni familiari (nello specifico riguarderà solo la madre con il figlio);

3. Nel dominio della Cura della propria persona, le categorie che si prendono in considerazione sono:

  • Lavarsi;
  • Prendersi cura delle singole parti del corpo;
  • Mangiare;
  • Bere;

Si prenderà  in considerazione il dominio delle Interazioni e Relazioni Interpersonali. Tale dominio è stato suddiviso in tre micro-aree: Interazioni interpersonali semplici, Relazione con gli estranei; relazioni familiari. Si presentano tre micro progetti differenti che saranno curati da diverse figure professionali.

 Strumenti

È quello del lavoro di gruppo, inteso come singole sedute alle quali parteciperanno tutte le donne ospiti della casa famiglia; in ogni singola seduta si tratterà uno specifico argomento attinente ai problemi personali di ogni utente, allo scopo di permettere loro l’acquisizione e l’arricchimento di strumenti utili alla risoluzione del problema nella vita futura.

   Obiettivi generali

  1. Rispetto e cordialità nelle relazioni;
  2. Apprezzamento nelle relazioni;
  3. Tolleranza nelle relazioni;
  4. Critiche nelle relazioni;
  5. Contatto fisico nelle relazioni;

Obiettivi specifici

Ad ogni obiettivo generale corrisponde uno specifico.

  1. Mostrare e rispondere agli altri in modo appropriato;
  2. Mostrare e rispondere a soddisfazione e gratitudine, in modo socialmente e contestualmente appropriato;
  3. Mostrare e rispondere a comprensione e accettazione del comportamento;
  4. Fornire e rispondere a differenza di opinioni o disaccordi impliciti e espliciti;
  5. Usare e rispondere al contatto fisico con gli altri.

 La valutazione degli obiettivi verrà monitorata tramite un osservazione accurata e partecipata tesa a valutare l’acquisizione di determinate capacità, che permettono alla ragazza di interagire, con se stessa e con gli altri, capacità precedentemente assente.

Ogni strumento scientifico può essere usato male o abusato. Sarebbe ingenuo pensare che un sistema di classificazione come l’ICF non verrà mai impiegato in maniera nociva per le persone.

Elencherò delle indicazioni per diminuire il rischio che l’ICF possa essere usato in maniera irrispettosa e dannosa per le persone.

Rispetto e riservatezza

  1. L’ICF dovrebbe essere utilizzato nel rispetto del valore intrinseco e dell’autonomia degli individui.
  2. L’ICF non dovrebbe mai essere usato per etichettare o catalogare le persone o identificarle esclusivamente nei termini di una o più categorie di disabilità.
  3. in contesti clinici, l’ICF dovrebbe essere sempre utilizzato con la piena consapevolezza, collaborazione e consenso delle persone delle quali verranno classificati i livelli di funzionamento. Se limitazioni delle capacità cognitive dell’individuo impediscono questo coinvolgimento, il tutore della persona dovrebbe prendervi parte attiva.
  4. le informazioni codificate tramite ICF devono essere considerate come informazioni personali e soggette alle riconosciute regole di riservatezza relative all’uso che si intende farne.
  5. Le informazioni dell’ICF dovrebbero essere usate, nel modo più ampio possibile, con la collaborazione degli individui per aumentare la loro possibilità di scelta e di controllo sulle loro vite.
  6. le informazioni dell’ICF dovrebbero essere usate nella prospettiva dello sviluppo di un cambiamento politico e sociale che si proponga di favorire e di sostenere la partecipazione degli individui.

L’impiego dell’ICF dipenderà in larga misura dalla sua utilità pratica, cioè dal grado in cui può funzionare come misura della prestazione dei servizi sanitari mediante indicatori basati sui risultati a livello del consumatore, e da quanto può essere applicato transculturalmente in modo da permettere confronti internazionali in vista dell’identificazione dei bisogni e delle risorse per la progettazione e la ricerca. L’ICF non è di per sé uno strumento politico. Il suo impiego può comunque contribuire a dare un impulso alle decisioni politiche, fornendo informazioni che aiutino a stabilire le politiche sanitarie, promuovere pari opportunità per tutti e sostenere la battaglia contro la discriminazione basata sulle disabilità.

 

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