Disabilità a scuola – L’emarginazione per colpa della tecnologia!

Pubblicato: 11 marzo 2013 in Disabilità, Tecnologia e disabilità - ITC
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I RAGAZZI DISABILI EMARGINATI DAI COMPAGNI DI SCUOLA?

“COLPA DEI PRIVILEGI DELLA TECNOLOGIA”

“Colpa dei privilegi dati dalla tecnologia e del percorso didattico semplificato”. L’incontro del professor Canevaro con i tutor delle scuole superiori di Carpi ha fatto emergere una realtà inaspettata e sorprendente

BOLOGNA – La principale causa di isolamento ed emarginazione dei normodotati nei confronti dei ragazzi disabili a scuola non è – come si è sempre stati portati a pensare – l’handicap, che sia sensoriale, fisico o cognitivo. Probabilmente la frase da tutti ormai ripetuta come un impersonale copia/incolla che siamo tutti in qual-che modo disabili ha reso più accettabile agli occhi dei ragazzi questo “stigma” millenario. E questo pare che abbia portato, evidentemente, ad un altro problema da risolvere. Assolutamente inaspet-tato almeno per chi scrive: lo studente disabile è visto dai compagni come un privilegiato. E sapete per-ché? Perché dispone di tecnologie vietate agli altri. Se ha problemi visivi o acustici può usare (quando a tutti gli altri è impedito) computer, internet, ed altri ausili tecnologicamente avanzati. Se ha problemi di Dsa o lievi ritardi mentali, oltre alle tecnologie si aggiunge pure un minor carico ed una semplificazione dei compiti a casa e delle attività didattiche. E chi, adolescente, non riconoscerebbe questi come privilegi?

La fotografia delle dinamiche scolastiche che contribuiscono ad isolare, mobbizzare, emarginare gli studenti con disabilità è uscita dall’incontro che il professor Andrea Canevaro, pedagogista dell’Università di Bologna, ha avuto con gli oltre 30 ragazzi e ragazze tutor che seguono nelle quattro scuole superiori di Carpi (Liceo Fanti, Ipsia Vallauti, Itc Meucci, Itis Da Vinci) circa 60 studenti certificati.

Ed è raccontata da Nelson Bova, giornalista e presidente della onlus “Il tesoro nascosto”, associazione di genitore con figli disabili. L’associazione – spiega Bova – ha voluto incontrare i tutor, normalmente studenti universitari o giovani da poco maggiorenni che si propongono ai ragazzi disabili in età scolare in un rapporto amicale di accompagnamento negli studi e nelle relazioni sociali. Soprattutto ha voluto valorizzare il loro prezioso lavoro facendoli incontrare lo con colui che primo in Emilia Romagna ha introdotto, oltre 10 anni fa, la figura dei tutor in una università, facilitando così l’inserimento dei loro coetanei meno fortunati. Se i tutor esistono nelle scuole dei Comuni più “illuminati” è quindi grazie al professor Canevaro e ai fondi che alcune amministrazioni destinano loro attraverso il terzo settore. Fino a due anni fa i tutor a Carpi erano presenti solo in due scuole su quattro. Quest’anno, per la prima volta, tutte le scuole secondarie di secondo grado, liceo compreso, sono coinvolte.

Fonte 

(6 marzo 2013)

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