Il P.A.I. Piano delle Attività Inclusive (Nota 1551/13)

Pubblicato: 4 settembre 2013 in B.E.S. Bisogni Educativi Speciali, Inclusione ed integrazione
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La normativa (Direttiva MIUR 27/12/2012, C.M. N° 8/13) prevede come strumento programmatorio la formulazione del PAI che deve essere predisposto dal GLI (Gruppo di Lavoro per l’Inclusione che comprende al suo interno il vecchio GLHI) e deve essere approvato dal Collegio dei docenti.

Tale Piano deve annualmente individuare gli aspetti di forza e di debolezza delle attività inclusive svolte dalla scuola e quindi deve predisporre un piano delle risorse da offrire e richiedere a soggetti pubblici e del privato sociale per impostare per l’anno scolastico successivo una migliore accoglienza degli alunni con particolare attenzione a quelli con diversi Bisogni Educativi Speciali.

È parte integrante del POF di cui è quindi premessa. Per questo la C.M. n° 8/13 ha previsto che debba essere approvato annualmente entro Giugno.

Però data la brevità di tempo intercorrente tra la data di emanazione della circolare (8 Marzo 2013) e quella di redazione ed approvazione del primo PAI (30 giugno 2013), in molte scuole si è prodotta una forte resistenza per  la sua formulazione, recepita e fatta propria dai Sindacati.

Ciò ha costretto il MIUR ha diramare la Nota prot n° 1551 del 27 Giugno 2013 con la quale si demanda ai singoli Uffici Scolastici Regionali la fissazione della data entro la quale il PAI va approvato ed inviato agli stessi. In tale Nota si precisa che l’a.s. 2013/14 sarà dedicato alla sperimentazione del PAI e di raccolta da parte del MIUR delle esperienze migliori.

La Nota è importante perché approfondisce così il significato di programmazione didattica del PAI:

“Il P.A.I., infatti, non va inteso come un ulteriore adempimento burocratico, bensì come uno strumentoche possa contribuire ad accrescere la consapevolezza dell’intera comunità educante sulla centralità e la trasversalità dei processi inclusivi in relazione alla qualità dei “risultati” educativi, per creare un contesto educante dove realizzare concretamente la scuola “per tutti e per ciascuno”.

La Nota precisa che quindi esso non è un piano per i soli alunni con BES, ma invece riguarda la programmazione generale della didattica della scuola, al fine di favorirne la crescita nella qualità dell’offerta formativa. In questa migliore luce chiarificatrice, a mio avviso, ben si colloca nel quadro dell’autovalutazione e valutazione della qualità della scuola che dovrà realizzarsi a seguito dell’approvazione dell’apposito decreto legislativo avvenuta l’8 Gennaio 2013 da parte del Governo.
Vedi anche le schede normative:
La circolare esplicativa della Direttiva sui BES del 2012 (CM 8/13)
La direttiva ministeriale sui BES – Bisogni Educativi Speciali (Dir. 27/12/2012)

* Autore – Salvatore Nocera
Responsabile dell’Area Normativo-Giuridica
dell’Osservatorio Scolastico sull’Integrazione dell’AIPD Nazionale

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