Archivio per la categoria ‘Tecnologia e disabilità – ITC’


Essediquadro

Il servizio per la documentazione e l’orientamento sul software didattico e altre risorse digitali per l’apprendimento.
Realizzato dall’Istituto Tecnologie Didattiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con MIUR e INDIRE


Giuseppe Torchia, docente di scuola secondaria di I grado e Funzione Strumentale per i Bisogni Educativi Speciali presso il proprio istituto, ha realizzato questa utilissima presentazione dedicata agli Strumenti Compensativi informatici.
Le Nuove Tecnologie possono oggi supportare gli studenti con BES “aiutandoli a svolgere la parte auttomatica delle consegne, permettendo loro di liberare risorse attentive su compiti cognitivi più complessi“. Approfondimenti sul libro parlato, sugli strumenti per la sintesi vocale e sull’ambiente di studio PDF-XChange.
Strumenti compensativi informatici

World Geography Games è un sito in lingua inglese molto ricco di attività utili per alunni della scuola primaria e secondaria di I grado. Il fatto che sia in lingua inglese può essere uno stimolo anziché un limite, poiché potrebbe aiutare a creare percorsi CLIL che potenzino le competenze nella lingua straniera.
La schermata iniziale dà subito un’idea della grande quantità di risorse di cui il sito dispone: vi sono sezioni dedicate alle bandiere delle varie nazioni, allecapitali e agli Stati dei diversi continenti, in più sezioni dedicate avulcani, montagne, stretti, isole, alla struttura della Terra e così via…
Ogni sezione contiene un gioco didattico con il quale l’alunno può misurarsi.

paivio mayer intelligenza multimedialeIl contesto all’interno del quale avviene l’apprendimento multimediale, ovvero il Web 2.0, ha come caratteristica sostanziale  l’interazione. Gli strumenti che  utilizza l’apprendimento multimediale  sono le TECNOLOGIE MULTIMEDIALI. Quest’ultime consentono di sostituire uno schema di apprendimento faccia a faccia, quindi un apprendimento tradizionale, con un nuovo tipo di apprendimento, che può essere blended (misto) oppure completamente on-line (e-learning). Sostanzialmente, oltre ai docenti e agli studenti, alla rete comunicativa, si aggiungono linguaggi e segni di natura diversa, tipici della multimedialità. L’insegnante, in tale rete, non è solo colui che trasmette la conoscenza ma diventa innanzitutto il mediatore tra tecnologia e studente, ma anche il facilitatore della conoscenza. E’ necessario, però, che l’insegnante scelga lo strumento adatto, in quanto lo strumento cambia il modello didattico, ovvero l’impostazione data alla didattica. La scelta dello strumento va fatta riflettendo sui principi e sui processi che possono rendere un apprendimento che utilizza tecnologie multimediali più efficace. L’importante è, quindi, che lo strumento scelto garantisca una migliore possibilità di osservare il processo di apprendimento.

Abbiamo quindi fatto riferimento alle TEORIE DELL’APPRENDIMENTO, che riflettono sul modo attraverso il quale l’essere umano può pensare l’apprendimento. Ci siamo soffermati su 4 teorie, tutte di stampo cognitivo:

  1. T. DELLA DOPPIA CODIFICA  (Paivio, 1991);
  2. T. DEL CARICO COGNITIVO  (Chandler e Sweller, 1991);
  3. T. DELLE RAPPRESENTAZIONI MULTIMEDIALI;
  4. T. DI MAYER;

La TEORIA DELLA DOPPIA CODIFICA parte dal presupposto che, tendenzialmente, nell’apprendimento, i due sistemi principali di codifica sono quello verbale e quello non verbale. All’input verbale corrisponde un output verbale e ad un input non verbale corrisponde un output non verbale. Nell’apprendimento multimediale, secondo Paivio, questi due sistemi vanno ad integrarsi, ma sono processati separatamente.

Secondo la TEORIA DEL CARICO COGNITIVO, le risorse cognitive disponibili durante la risoluzione di un compito sono limitate, per cui possiamo processare contemporaneamente solo una certa quantità di informazioni. Quindi, nell’ambito dell’apprendimento multimediale, per non sovraccaricare il cervello, è meglio unire più strumenti.

Secondo la TEORIA DELLE RAPPRESENTAZIONI MULTIMEDIALI, due sono le rappresentazioni prevalenti, esterne e interne.  Schnotz, descrive l’apprendimento multimediale come l’interazione tra rappresentazione esterne e interne. Le rappresentazioni esterne sono di due tipi distinti : il testo come rappresentazione descrittiva nella quale a un sistema simbolico è associato un contenuto, e le figure o rappresentazioni pittoriche in cui a una struttura iconica corrisponde un contenuto. Le rappresentazioni interne appartengono alla dimensione del soggetto e coincidono con i modelli o immagini mentali, questi sono contemporaneamente descrittivi e pittorici. Nell’apprendimento multimediale i modelli interagiscono, da una parte, con le rappresentazioni esterne descrittive, dall’altra con quelle pittoriche. Nel primo caso l’interazione dà luogo a un modello mentale del testo mediante un’elaborazione simbolica. Nell’interazione con le rappresentazioni pittoriche la situazione è più complessa.

La TEORIA DI MAYER unisce le precedenti, quindi: i discenti possono apprendere più efficacemente dal materiale multimediale perchè uniscono tutti e due i sistemi di codifica (verbale e non verbale); ognuno dei due canali può processare una quantità limitata di informazioni e processarle tutte insieme aumenta il carico cognitivo. Da ciò deriva che nel processare le informazioni il discente non è mai passivo ma lo fa volontariamente. Quindi è necessaria una progettazione del multimediale.

Dalla T. di Mayer ne discendono i 6 PRINCIPI DI MAYER:

  • MULTIMEDIALE: si apprende meglio da presentazioni che associano parole a figure;
  • VICINANZA SPAZIALE E TEMPORALE: parole e figure corrispondendi, vicene sulla pagina o sullo schermo permettono una integrazione immediata delle informazioni;
  • RIDONDANZA: le immagini non devono duplicare il concetto ma lo devono spiegare;
  • COERENZA: parole e immagini devono essere coerenti tra loro altrimenti nel capire il legame tra figura e testo si perde solo tempo;
  • MODALITA’ DIVERSE: si apprende meglio se l’informazione è presentata in modalità diverse;
  • PERSONALIZZAZIONE: uno stile non formale permette un maggiore apprendimento.

KIT PC DSA è una raccolta di software, informazioni e video guide per personal computer di alunni dislessici.
L’obiettivo dello strumento è aiutare le famigliei ragazzi e gli insegnantia districarsi tra le proposte di utilizzo delle nuovetecnologie compensative e conoscere le risorse gratuite reperibili nel mondo dell’informatica.
software scelti in questa risorsa permettono ai ragazzini con DSA di allestire sul loro pc una ricchissima cassetta degli attrezzi per compensare le diverse attività e strumenti didattici. Si trovano, infatti, mappe, presentazioni, audio appunti, strumenti per catturare lo schermo, testi e immagini.
 
Il software presentato è Freeware per Windows
 
Questi i collegamenti per scaricare i materiali:
 
 
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Zanichelli – EDUCAZIONE SPECIALE ha realizzato un progetto che prevede l’ideazione e la diffusione di materiali per l’educazione degli allievi con disabilità intellettiva presenti nelle scuole. Gli autori, i collaboratori e i revisori dei materiali via via costruiti, appartengono al mondo della scuola e al mondo della neuropsichiatria infantile.
 In questo momento sono due ebooks, liberamente scaricabili.
  • Il primo, EDUCAZIONE speciale 1: percezione sensoriale, attenzione e memoria, scritto da Arpinati e Tasso, è dedicato al consolidamento e sviluppo delle capacità percettive: vista, udito, tatto,  olfatto e gusto e presenta attività per l’attenzione e la memoria.
  • Il secondo, EDUCAZIONE speciale 2: comunicazione e linguaggio, scritto da Arpinati, Possar e Tasso, descrive come comunicare con le immagini (un primo approccio alla Comunicazione Aumentativa Alternativa – CAA) e comunicare con il linguaggio (un primo approccio al parlare, leggere, scrivere).
              

 Guida agli ausili informatici – Dislessia