“Valutare gli alunni con BES”. Guida Gratuita!

“Valutare gli alunni con BES”. Guida Gratuita!

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Immagine  —  Pubblicato: 17 luglio 2014 in B.E.S. Bisogni Educativi Speciali
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Il dossier dell’alunno con disabilità: i documenti che ne fanno parte.

1. Relazione iniziale del docente di sostegno: viene presentata dal docente specializzato al primo consiglio di classe e presenta l’alunno H.

2. Programmazione per l’alunno (per obiettivi minimi o differenziata): viene redatta dal consiglio di classe e va fatta con riferimento al P.E.I. e alla programmazione della classe (la programmazione per obiettivi minimi non si deve discostare molto dalla programmazione della classe); la famiglia deve autorizzare la programmazione differenziata, altrimenti si va per obiettivi minimi. Nel caso di programmazione differenziata va scritto in calce alla pagella “la presente votazione è riferita al P.E.I. e non ai programmi ministeriali ed è adottata ai sensi dell’O.M. 80 del 09 Marzo 1995”.

3. Diagnosi funzionale: va fatta una sola volta nella vita dell’alunno dai neuropsichiatri.

4. Certificazione amministrativa:

a. viene rilasciata ogni anno dalla commissione medica dopo accertamento l neuropsichiatra

b. riporta in via sintetica la diagnosi;

c. va richiesto alla famiglia entro novembre;

d. la certificazione deve riportare la connotazione di gravità ai sensi dell’Art. 3, comma 3, della legge 104/92.

5. Profilo dinamico funzionale (P.D.F.): viene redatto dal G.L.I.S. (Gruppo Misto: composto dall’equipe medica, dalla famiglia, dal docente di sostegno, da un docente curricolare (solitamente il coordinatore) e dal DS) entro febbraio e riporta ciò che sa fare l’alunno nel sociale. In genere viene redatto alla scuola materna, in II elementare, IV elementare, in II media, in II superiore, in IV superiore e tutte le volte in cui si presentino degli elementi rilevanti per modificarlo.

6. Progetto educativo individualizzato (P.E.I. o P.E.P.): viene redatto ogni anno entro giugno dal G.L.I.S. e riguarda la programmazione per l’alunno relativa all’anno scolastico successivo; materialmente viene redatto dal docente di sostegno.

7. Progetto educativo-didattico (P.E.D.): sono due di cui il primo serve a chiedere lo sdoppiamento delle classi ai sensi del D.M. 141/99, il secondo serve per ottenere una deroga di 18 ore su un alunno in base alla connotazione di gravità, ai sensi della L. 333/01. Vengono redatti dal consiglio di classe.

Consiglio di classe 

Programmazione per l’alunno

P.E.D.

Medici 

Diagnosi funzionale

Certificazione amministrativa (entro novembre)

G.L.I.S. 

P.D.F. (entro febbraio)

P.E.I. (entro giugno)

* Fonte – http://dida.orizzontescuola.it/news/il-dossier-dellalunno-con-disabilit%C3%A0-i-documenti-che-ne-fanno-parte


Proponiamo una serie di risorse di rete per l’approfondimento di un tema difficile e misconosciuto.

Secondo il DSM IV la Disprassia viene generalmente inclusa nella definizione di DCD (Developmental Coordination Desorder), in italiano Disturbi della Coordinazione Motoria, ovvero Disturbo nel quale le prestazioni in compiti di coordinazione motoria, fini o grosso motori, sono significativamente al di sotto del livello atteso rispetto all’età e allo sviluppo intellettivo.

E’ infatti riconosciuta come un disturbo congenito o acquisito precocemente che, pur non alterando nella sua globalità lo sviluppo motorio, comporta difficoltà nella gestione dei movimenti comunemente utilizzati nelle attività quotidiane (ad es. vestirsi, svestirsi, allacciarsi le scarpe) e nel compiere gesti espressivi che servono a comunicare emozioni, stati d’animo; inoltre è deficitaria la capacità di compiere abilità manuali e abilità gestuali a contenuto prevalentemente simbolico. (fonte)

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Fonte  – Ansa .it

Rush Hour, un’indagine tra Italia, Europa e Usa, indaga sulla sindrome. Ma è vera malattia? Il grande Bollea li curava così, mandandoli in bici con il papà

  • Adhd Rush Hour, il documentario di Stella Savino sulla sindrome da deficit di attenzione e iperattività. In sala dal 26 giugno distribuito da Microcinema

(di Francesca Piereloni) (ANSA) –   Armando, 19 anni, ogni giorno da 9 anni prende gli psicofarmaci. La madre Stefania li andava ad acquistare in Svizzera quando da noi non erano ancora autorizzata. Al ragazzo era stata diagnosticata la Adhd, la  sindrome da deficit di attenzione e iperattività, un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria, una malattia su cui si dibatte da decenni, anche in relazione alle cure prescritte.  A seconda del Paese in cui si vive, infatti, che sia America, Germania, Francia o Italia, la cura potrà essere una pasticca di metilfenidato o di atomoxetina, anfetamina insomma . In America lo sarà addirittura nell’80% dei casi. Con conseguenze collaterali pesantissime. Ci sono storie assurde,  come quella di Zache, un bimbo americano di 10 anni, solare e vitale, a cui è stata diagnosticata L’Adhd al primo anno di asilo e al quale da allora la mamma Traceye dà, come prescritto, gli psicofarmaci. Trattamenti dai gravissimi effetti collaterali, ”come il rischio di suicidio, di infarto, alopecia e problemi epatici” spiega Stella Savino. Lei è l’autrice di un documentario, in sala dal 25 giugno distribuito da Microcinema, che racconta in modo lucido come oggi nel mondo viene diagnosticata e curata l’Adhd. E se ne continuerà a parlare al cinema anche quando uscirà Mommy, il film di Xavier Dolan che ha trionfato al festival di Cannes, e che racconta la vita difficile di un ragazzo iperattivo. Il viaggio di Stella Savino, ‘Adhd – Rush Hour‘, indaga tra Italia, Europa e Stati Uniti, tra laboratori di genetica e di Brain Imagin, aule universitarie e scuole elementari, dando voci ai protagonisti, bambini e adolescenti, e ai loro spesso disperati genitori.

Farsi venire il dubbio che un figlio abbia la sindrome non è difficile: i vostri figli non stanno fermi, giocherellano con le mani e con i piedi? Non riescono a stare seduti sulle loro sedie? Corrono, si arrampicano … hanno difficoltà a giocare … si comportano come se fossero azionati da un motore … quando gli si parla sembrano non ascoltare … sono distratti … non riescono a stare in silenzio, parlano troppo! Hanno difficoltà ad aspettare il proprio turno … sparano le risposte prima che sia terminata la domanda … interrompono o si intromettono nelle comunicazioni con gli altri. Anche solo sei di queste espressioni comportamentali potrebbero lanciare il campanello d’allarme sulla Adhd, una anormalità neuro-chimica geneticamente determinata.

Sempre più spesso, infatti, l’ADHD viene diagnosticata a bambini e adolescenti e nella maggior parte dei casi la cura prescritta è a base di amfetamine. Il fenomeno è molto diffuso sia negli Stati Uniti che in Europa, Italia compresa. Ma quando si può davvero parlare di malattia? La comunità scientifica dibatte e si divide da più di 50 anni su cosa sia veramente.  Solo negli Stati Uniti 11 milioni di bambini sono dipendenti dalle anfetamine. Ma è una vera malattia o il modo per ‘controllare’ comportamenti tipici dell’infanzia?

La diagnosi dipenderà dunque esclusivamente dal medico che incontrerete sulla vostra strada. Di certo c’è che i test di laboratorio e i criteri utilizzati per la diagnosi sono limitati e la cura farmacologica non è senza conseguenze: l’atomexina produce allucinazioni, gravi danni epatici e tendenze suicide, e il metilfenidato è un’anfetamina, classificata dalla DEA (Drug Enforcement Administration) nello stesso gruppo dei narcotici, insieme con l’eroina, la morfina e la cocaina. L’ONU parla di emergenza sanitaria, denuncia e lancia l’allarme ADHD “ il Consiglio invita le nazioni a valutare la possibile sovrastima dell’ADHD e frenino l’uso eccessivo del metilfenidato (Ritalin). Negli Stati Uniti è stata diagnosticata l’ADHD nei bambini di appena 1 anno”.

Il film, realizzato nel 2012 ha già trovato distribuzione in home video negli Usa con la Film Media Group e la Rai pare sia interessata a una futura messa in onda. La percezione della malattia ”è altissima nei Paesi anglosassoni (negli Usa è diagnosticata all’11% dei bambini) dove il sistema scolastico è basato sulla competizione, e scende in maniera eclatante nei Paesi mediterranei (in Italia è diagnosticata solo all’1% dei bambini) dove esiste ancora un’attenzione sociale molto forte alla famiglia”. Il primo obiettivo del film, spiega la Savino,  ”non era denunciare le case farmaceutiche ma far capire come sia difficile percepire questa problematica e come chi la affronti sia lasciato solo”.

La storia italiana ”che raccontiamo mostra un sommerso molto difficile da monitorare. In Italia infatti il Ministero ha creato un registro ufficiale adhd, e ci sono circa un novantina di centri regionali dove in teoria prima di arrivare alle terapia farmacologica bisogna provare tutte le terapie comportamentali. Ma c’è chi vuole risolvere subito il problema, e si procura i farmaci”. Tra gli esperti che hanno collaborato con la regista, c’è Stefano Canali, docente di storia della medicina e Bioetica alla Scuola Internazionale di Studi Superiori Avanzati (SISSA) di Trieste: ”L’adhd e il modo in cui viene diagnosticata assomiglia ad altre ‘sindromi’ apparse e scomparse, legate al periodo storico. E’ successo quando venivano reputate tali l’omosessualità o l’isteria”. Durante la preparazione del film, Stella Savino aveva parlato anche con il padre della moderna neuropsichiatria infantile, Giovanni Bollea, scomparso nel 2011: ”Mi aveva detto che il 90% dei casi, li aveva curati mandando i bambini in bici con il papà”. Questo il link per vedere le sale in cui è programmato il film: http://www.microcinema.eu/news-press/adhd


Un film da non perdere!
ADHD – Rush Hour (2014)

ADHD – Rush Hour (2014
Diagnosticata a milioni di bambini nel mondo, l’ADHD o deficit dell’attenzione e iperattività è una anormalità neuro-chimica geneticamente determinata su cui il mondo scientifico si divide da decenni. Al punto che l’ONU ha lanciato l’allarme, invitando a valutare la sovrastima del disturbo e l’eccessiva somministrazione di farmaci impiegati per contrastarlo. Dipendentemente dal Paese in cui ci si trova, infatti, la cura all’ADHD comporta il diverso impiego di metilfenidato, un’anfetamina classificata dalla DEA nello stesso gruppo dei narcotici, insieme all’eroina, alla morfina e alla cocaina…


Questo breve saggio si propone di indagare le disprassie evolutive alla luce dei disturbi specifici di apprendimento (DSA). Nel riferirsi ai DSA, l’attenzione non va posta solo sulle attività di tipo esecutivo e automatizzato, quali scrivere, leggere e far di conto, ma anche e soprattutto su quelle difficoltà non sempre evidenti nell’ambito scolastico, come lievi incertezze psicomotorie, linguistiche e spazio-temporali. Perché talora un bambino non costruisce le abilità prassiche o le usa in modo approssimativo o poco funzionale? Per comprenderlo occorre considerare il bambino nella sua globalità, nella sua capacità di capire e recepire gli stimoli provenienti dall’esterno. Il corpo va inteso nella sua espressione unitaria e globale, quindi anche lo studio delle disprassie si estrinseca attraverso la lettura dei segni verbali e di quelli non verbali, concepiti come indicatori del corpo strumentale, agito e vissuto.

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Fonte – http://www.ericksonlive.it/


L’Ufficio Scolastico Regionale ha messo a punto, con la collaborazione dei referenti territoriali degli UST e dei CTS, un piano di formazione regionale per aiutare i docenti, i consigli di classe, i team docenti e quanti operano nelle scuole a comprendere gli orientamenti dati dalla Direttiva, tenuto conto delle indicazioni contenute nella C.M.n.8 del 2013 e alla luce delle norme primarie di riferimento, allo scopo di impostare tempestivamente interventi appropriati, efficaci ed efficienti.

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Il percorso formativo ha previsto la realizzazione di incontri formativi, rivolti ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado, in ciascuno dei territori provinciali. In particolare, per Milano e provincia, alla luce dei bisogni registrati, sono stati strutturati, tra gennaio e marzo, cinque percorsi formativi nelle sedi di:

  • Liceo Scientifico Marconi – Milano
  • I.C. Copernico – Corsico
  • I.C. Piazza Costa – Cinisello B
  • I.C. Scarpa Clericetti – Milano – due edizioni

Ogni percorso è stato organizzato in 4 incontri tematici riguardanti le seguenti tematiche:

  • Primo incontro: Presupposti teorici e normativa
  • Secondo incontro: La didattica di tutti e di ciascuno
  • Terzo incontro: Gli strumenti – P.E.I. – P.D.P. – P.A.I
  • Quarto incontro: La valutazione degli apprendimenti e la valutazione dell’inclusività delle scuole

qui di seguito i link per scaricare i materiali forniti dai relatori:

BES_modulo1_Garlaschelli

BES_modulo1_Zelioli

BES_modulo 2_PARDO_BES_

BES_modulo3 – STAMPINI –

BES_modulo4_Bosio