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Zanichelli – EDUCAZIONE SPECIALE ha realizzato un progetto che prevede l’ideazione e la diffusione di materiali per l’educazione degli allievi con disabilità intellettiva presenti nelle scuole. Gli autori, i collaboratori e i revisori dei materiali via via costruiti, appartengono al mondo della scuola e al mondo della neuropsichiatria infantile.
 In questo momento sono due ebooks, liberamente scaricabili.
  • Il primo, EDUCAZIONE speciale 1: percezione sensoriale, attenzione e memoria, scritto da Arpinati e Tasso, è dedicato al consolidamento e sviluppo delle capacità percettive: vista, udito, tatto,  olfatto e gusto e presenta attività per l’attenzione e la memoria.
  • Il secondo, EDUCAZIONE speciale 2: comunicazione e linguaggio, scritto da Arpinati, Possar e Tasso, descrive come comunicare con le immagini (un primo approccio alla Comunicazione Aumentativa Alternativa – CAA) e comunicare con il linguaggio (un primo approccio al parlare, leggere, scrivere).
              
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Officina didattica inclusiva 2.0

Un blog è un particolare tipo di sito web in cui i contenuti vengono visualizzati in forma cronologica. In genere un blog è gestito da uno o più blogger che pubblicano, più o meno periodicamente, contenuti multimediali, in forma testuale o in forma di post, concetto assimilabile o avvicinabile ad un articolo di giornale. 

Ed ora…iniziamo! Mercurio, figlio di Zeus e della ninfa Maia, era il messaggero degli dei,  protettore dei viaggi e dei viaggiatori, della comunicazione, dell’inganno, dei ladri, dei truffatori, dei bugiardi e della divinazione; il dio  degli scambi, del profitto del mercato e del commercio.

  • Dal fascino di questa storia deriva nel 2008  il Progetto Mercurio, biblioteca virtuale di segnalazioni di risorse on line e di software didattici free per alunni della scuola  Secondaria di primo grado.
  • Nel 2012 si continua sulla piattaforma wordpress, estendo gli interessi ai “bisogni educativi speciali” e alle tematiche inclusive .

DESIDERIAMO raccogliere, mettere in rete e divulgare le migliori esperienze di innovazione didattica, di qualificazione della professionalità dei docenti e degli educatori, di diffusione di tecniche didattiche innovative, di documentazione delle buone pratiche realizzate.

Il nostro intende essere un “tentativo ragionato di buone prassi” (Best Practices) nella didattica. Un tentativo di “contaminazione positiva” attraverso esperienze che “sappiano” e “profumino” di  “qualità dell’esperienza”’, riguardo obiettivi,  processi,  strumenti e  risultati attesi.

La registrazione di qualità delle esperienze didattiche delle scuole e del mondo della ricerca teorica applicata ha lo scopo di non disperdere la cultura didattica prodotta, socializzando e rendendo patrimonio di tutti i risultati raggiunti in questo campo.

PAIDEIA – DIDATTICA SOSTENIBILE  è un blog tematico di supporto e stimolo per le attività didattiche e l’approfondimento delle conoscenze riguardo il mondo della disabilità, dello svantaggio, dei temi inclusivi ed in genere dei Bisogni Educativi Speciali.


Le tecnologie didattiche per i bisogni educativi speciali from Eleonora Guglielman


      

PATTO PER L’INNOVAZIONE NELL’ECONOMIA SOCIALE

Un’esperienza di valutazione nei servizi della Casa Famiglia “Sole Donna” di Cerignola (Fg)

 Timperio Luana

Consulente socio-pedagogica della Procura della Repubblica di Foggia – Area minori e adulti

In questa giornata tratterò il tema dei sistemi usati per la valutazione dei progetti stilati e realizzati per i soggetti inseriti nelle comunità terapeutiche o di recupero.

Andando nel dettaglio mi occupo di una Casa Famiglia per donne e bambini vittime di violenza nella quale adottiamo come sistema di progettazione e valutazione l’ICF: Classificazione Internazionale del Funzionamento della Disabilità e della Salute.

Lo scopo generale della classificazione ICF è quello di fornire un linguaggio standard e unificato che serva da modello per la descrizione della salute e degli stati ad essa correlati. Essa definisce le componenti della salute e alcune componenti ad essa correlate (come l’istruzione e il lavoro). I domini contenuti nell’ICF – un dominio è un insieme pratico e significativo di funzioni fisiologiche, strutture anatomiche, azioni, compiti, o aree di vita correlate- possono, perciò, essere visti come domini della salute e domini ad essa correlati. Questi domini sono descritti dal punto di vista corporeo, individuale e sociale in due elenchi principali:

1. Funzioni e Strutture Corporee

2. Attività e Partecipazione.

In quanto classificazione, l’ICF raggruppa in maniera sistematica diversi domini di una persona in una data condizione di salute ( ad es. quello che una persona con una malattia o un disturbo fa o può fare).

Funzionamento, comprende tutte le funzioni corporee, le attività e la partecipazione; allo stesso modo disabilità include menomazioni, limitazioni dell’attività o restrizioni della partecipazione. L’ICF elenca anche i fattori ambientali che interagiscono con tutti questi costrutti. In questo modo esso permette, nel nostro caso all’educatore, di registrare degli ultimi profili del funzionamento, della disabilità e della salute dell’individuo in vari domini.

Attività, comprende l’esecuzione di un compito o di un’azione da parte di un individuo, mentre la Partecipazione è il coinvolgimento in una situazione di vita.

I domini per la componente Attività e Partecipazione sono presenti in un unico elenco che copre l’intera gamma delle aree di vita ( dall’ “apprendimento basilare” o “guardare” a aree composte come le “interazioni interpersonali” o il “lavoro”).

I domini di questa componente sono indicati dai qualificatori performance e capacità.

Il qualificatore Performance descrive ciò che un individuo fa nel suo ambiente attuale. Dato che l’ambiente attuale implica un contesto sociale, la performance può anche venire considerata come “coinvolgimento in una situazione di vita” delle persone nel contesto reale in cui vivono.

Il qualificatore capacità descrive l’abilità di un individuo di eseguire un compito o un’azione. Questo costrutto ha lo scopo di indicare il più alto livello probabile di funzionamento che una persona può raggiungere in un dato dominio, in uno specifico momento.

Per valutare l’abilità complessiva dell’individuo, sarebbe necessario utilizzare un ambiente “standardizzato”, in modo da neutralizzare l’impatto della variabilità dei diversi ambienti sull’abilità dell’individuo.

Nella nostra Casa Famiglia l’ICF viene usato compatibilmente al DSM IV, ossia il manuale che classifica i disturbi psichici mentali; l’ICF rispetto al DSM IV è una classificazione delle “componenti della salute”, che identificano gli elementi costitutivi della salute.

 1. Scopi dell’ICF

L’ICF è una classificazione che ha diversi scopi e può essere utilizzata in discipline e settori diversi.

I suoi scopi principali possono essere così sintetizzati:

  • Fornire una base scientifica per la comprensione e lo studio della salute, delle condizioni, conseguenze e cause determinanti ad essa correlate;
  • Stabilire un linguaggio comune per la descrizione della salute e delle condizioni ad essa correlate allo scopo di migliorare la comunicazione fra diversi utilizzatori, tra cui gli operatori sanitari, gli esponenti politici, la popolazione, incluse le persone con disabilità;
  • Rendere possibile il confronto fra dati raccolti in Paesi, discipline sanitarie, servizi e in periodi diversi;
  • Fornire uno schema di codifica sistematico per i sistemi informativi sanitari.

2. Applicazione dell’ICF nella Casa Famiglia

Nella nostra comunità l’ICF viene utilizzato per progettare il percorso psico-educativo che ogni ragazza seguirà in un periodo di tempo prestabilito e determinato. L’equipe stabilisce un obiettivo semestrale da raggiungere, suddiviso in micro obiettivi mensili che a loro volta sono suddivisi in sotto obiettivi settimanali. La stessa equipe settimanalmente monitora il raggiungimento dei sotto obiettivi settimanali attraverso un sistema di valutazione a scala numerica da 1 a10 giornaliera, ossia fornisce ogni giorno una valutazione numerica alle singole attività svolte dalle ragazze.

La valutazione mensile degli obiettivi raggiunti permette di procedere nel percorso progettuale passando  all’obiettivo successivo, mentre se ciò non avviene, si persegue fino al raggiungimento dell’obiettivo non conseguito, cambiando gli strumenti e i metodi.

 Visione dell’insieme dell’ICF

 

Funzionamento e disabilità Fattori contestuali
Componenti Funzioni e strutture corporee Attività e Partecipazione Fattori Ambientali Fattori Personali
Domini Funzioni corporeeStrutture corporee Aree di vita(compiti, azioni) Influenze esterne su funzionamento e disabilità Influenze interne su funzionamento e disabilità
Costrutti Cambiamento nelle funzioni corporee(fisiologico)Cambiamento nelle strutture corporee (anatomico) CapacitàEseguire compiti in un ambiente standardPerformance eseguire compiti nell’ambiente attuale Impatto facilitante o ostacolante delle caratteristiche del mondo fisico, sociale e degli atteggiamenti Impatto delle caratteristiche della persona
Aspetto positivoFunzionamento Integrità funzionale e strutturale Attività Partecipazione Facilitatori Non applicabile
Aspetto negativoDisabilità Menomazione Limitazione dell’attivitàRestrizione della partecipazione Barriere/ostacoli Non applicabile

3. I Fattori Contestuali

La seconda parte dell’ICF è rappresentata dai Fattori contestuali. I fattori contestuali comprendono l’intero background della vita e della condizione dell’esistenza di un individuo. Essi includono due componenti:

   Fattori Ambientali                                                     

Fattori Personali

  • I fattori Ambientali comprendono l’ambiente fisico, sociale e degli atteggiamenti in cui le persone vivono e conducono la loro esistenza. Questi fattori sono esterni agli individui e possono avere un’influenza positiva e negativa sulla partecipazione dell’individuo come membro della società, sulla capacità dell’individuo di eseguire azioni o compiti, o sul suo funzionamento o sulla struttura del corpo.
  • I fattori ambientali sono organizzati nella classificazione in due differenti livelli:
  • Individuale: l’ambiente personale dell’individuo, inclusi – ma non solo – la casa, il luogo di lavoro e la scuola. Questo livello comprende le caratteristiche fisiche e materiali dell’ambiente in cui l’individuo si trova e in cui ha un contatto diretto con le altre persone, quali i familiari, i conoscenti, i compagni e gli estranei.
  • Sociale: le strutture sociali formali e informali, i servizi e le principali interazioni nella comunità o nella società che hanno un impatto sugli individui. Questo livello include organizzazioni e servizi correlati all’ambiente di lavoro, attività della comunità, servizi statali,servizi di comunicazione e trasporto, reti sociali informali e leggi, regolamenti, atteggiamenti e ideologie.
  • I fattori personali: sono il background personale della vita e dell’esistenza di un individuo, e rappresentano quelle caratteristiche dell’individuo che non fanno parte della condizione di salute o degli stati di salute. Questi fattori comprendono il sesso, la razza, l’età, altre condizioni di salute, la forma fisica, lo stile di vita, le abitudini, l’educazione ricevuta, la capacità di adattamento l’istruzione, modelli di comportamento generali e stili caratteriali, che possono giocare un certo ruolo nella disabilità a qualsiasi livello.

 Un’esperienza in Casa Famiglia

Nella nostra comunità, l’equipe ha lavorato solo su una parte dell’ICF, prendendo in considerazione l’attività e la partecipazione con i qualificatori ad essi correlati e i fattori personali.

Una ragazza di diciassette anni, proveniente da madre e padre alcolizzati, è stata inserita nella nostra casa famiglia in quanto la sua precarietà coinvolgeva, oltre alla sua, una piccola vita di dieci mesi.

La ragazza era totalmente chiusa in sé stessa, incapace di esprimere le sue emozioni, inconsapevole del problema che la sua famiglia viveva in quanto abituata, sin da piccola, alla violenza verbale, fisica e inoltre ad un pessimo stato igienico. La ragazza viveva con il suo bambino un attaccamento di tipo ansioso ambivalente, si prendeva cura di lui solo nel momento in cui lei aveva bisogno di tale affetto, manifestandolo, però, con atteggiamenti aggressivi e non verbali.

Dopo un periodo di osservazione della durata di un mese, l’equipe comincia a lavorare su una ipotesi progettuale al fine di far intraprendere alla ragazza con il suo bambino un percorso psico-rieducativo basato sul raggiungimento di obiettivi a cadenza mensile.

Gli obiettivi sono stati dedotti partendo dalla Checklist per la Classificazione Internazionale della Disabilità e della Salute( ICF), appositamente codificata tenendo conto del profilo di funzionamento della ragazza.

Il progetto è stato suddiviso in quattro macro aree che corrispondono ai quattro domini nei quali la ragazza manifesta maggiore difficoltà. Le quattro aree, nella quali la persona in esame manifesta maggiori difficoltà, corrispondono ai domini della Comunicazione, Interazione e Relazione interpersonale, Cura della propria persona, Vita domestica.

Ogni dominio è formato da più categorie; l’equipe ha esaminato ognuna di queste classi, riscontrando come la ragazza presenti difficoltà, di differente entità, nelle singole categorie.

Inoltre per ogni singola categoria ci sono precisi obiettivi, il cui raggiungimento sarà sottoposto a valutazione mensile.

1. Nel dominio della Comunicazione, le categorie in cui ci sono maggiori difficoltà sono:

  • Comunicazione con – ricevere – messaggi verbali;
  • Parlare;

2. Nel dominio della Interazione e Relazione Interpersonale, le categorie che si andranno a curare sono:

  • Interazioni personali semplici;
  • Entrare in relazione con gli estranei;
  • Relazioni familiari (nello specifico riguarderà solo la madre con il figlio);

3. Nel dominio della Cura della propria persona, le categorie che si prendono in considerazione sono:

  • Lavarsi;
  • Prendersi cura delle singole parti del corpo;
  • Mangiare;
  • Bere;

Si prenderà  in considerazione il dominio delle Interazioni e Relazioni Interpersonali. Tale dominio è stato suddiviso in tre micro-aree: Interazioni interpersonali semplici, Relazione con gli estranei; relazioni familiari. Si presentano tre micro progetti differenti che saranno curati da diverse figure professionali.

 Strumenti

È quello del lavoro di gruppo, inteso come singole sedute alle quali parteciperanno tutte le donne ospiti della casa famiglia; in ogni singola seduta si tratterà uno specifico argomento attinente ai problemi personali di ogni utente, allo scopo di permettere loro l’acquisizione e l’arricchimento di strumenti utili alla risoluzione del problema nella vita futura.

   Obiettivi generali

  1. Rispetto e cordialità nelle relazioni;
  2. Apprezzamento nelle relazioni;
  3. Tolleranza nelle relazioni;
  4. Critiche nelle relazioni;
  5. Contatto fisico nelle relazioni;

Obiettivi specifici

Ad ogni obiettivo generale corrisponde uno specifico.

  1. Mostrare e rispondere agli altri in modo appropriato;
  2. Mostrare e rispondere a soddisfazione e gratitudine, in modo socialmente e contestualmente appropriato;
  3. Mostrare e rispondere a comprensione e accettazione del comportamento;
  4. Fornire e rispondere a differenza di opinioni o disaccordi impliciti e espliciti;
  5. Usare e rispondere al contatto fisico con gli altri.

 La valutazione degli obiettivi verrà monitorata tramite un osservazione accurata e partecipata tesa a valutare l’acquisizione di determinate capacità, che permettono alla ragazza di interagire, con se stessa e con gli altri, capacità precedentemente assente.

Ogni strumento scientifico può essere usato male o abusato. Sarebbe ingenuo pensare che un sistema di classificazione come l’ICF non verrà mai impiegato in maniera nociva per le persone.

Elencherò delle indicazioni per diminuire il rischio che l’ICF possa essere usato in maniera irrispettosa e dannosa per le persone.

Rispetto e riservatezza

  1. L’ICF dovrebbe essere utilizzato nel rispetto del valore intrinseco e dell’autonomia degli individui.
  2. L’ICF non dovrebbe mai essere usato per etichettare o catalogare le persone o identificarle esclusivamente nei termini di una o più categorie di disabilità.
  3. in contesti clinici, l’ICF dovrebbe essere sempre utilizzato con la piena consapevolezza, collaborazione e consenso delle persone delle quali verranno classificati i livelli di funzionamento. Se limitazioni delle capacità cognitive dell’individuo impediscono questo coinvolgimento, il tutore della persona dovrebbe prendervi parte attiva.
  4. le informazioni codificate tramite ICF devono essere considerate come informazioni personali e soggette alle riconosciute regole di riservatezza relative all’uso che si intende farne.
  5. Le informazioni dell’ICF dovrebbero essere usate, nel modo più ampio possibile, con la collaborazione degli individui per aumentare la loro possibilità di scelta e di controllo sulle loro vite.
  6. le informazioni dell’ICF dovrebbero essere usate nella prospettiva dello sviluppo di un cambiamento politico e sociale che si proponga di favorire e di sostenere la partecipazione degli individui.

L’impiego dell’ICF dipenderà in larga misura dalla sua utilità pratica, cioè dal grado in cui può funzionare come misura della prestazione dei servizi sanitari mediante indicatori basati sui risultati a livello del consumatore, e da quanto può essere applicato transculturalmente in modo da permettere confronti internazionali in vista dell’identificazione dei bisogni e delle risorse per la progettazione e la ricerca. L’ICF non è di per sé uno strumento politico. Il suo impiego può comunque contribuire a dare un impulso alle decisioni politiche, fornendo informazioni che aiutino a stabilire le politiche sanitarie, promuovere pari opportunità per tutti e sostenere la battaglia contro la discriminazione basata sulle disabilità.

 


 Formazione ICF 

Paideia ICF Lecco

Il gruppo di lavoro della  scuola Potenziata “A. Stoppani” di Lecco e le componenti docenti dell’istituto comprensivo “Lecco 3” dedicati ai processi d’inclusione ed integrazione  inizieranno nel corso del mese di Marzo ha inaugurato una serie di iniziative dedicate all’ICF in vista di attività specifiche di autoformazione, aggiornamento e sperimentazione riguardo la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF).

Nello specifico le attività riguarderanno:

  • Il significato dell’I.C.F – Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute
  • Il “linguaggio ICF”  e gli  strumenti di analisi e di programmazione dell’intervento di inclusione.
  • ICF e scheda di segnalazione, verbale di accertamento, diagnosi funzionale, profilo dinamico funzionale, piano educativo individualizzato
  • ICF,  indicazioni operative e  relativi modelli di rilevazione e gestione dei processi d’inclusione;

ICF

Adottiamo le categorie previste dall’I.C.F. come linguaggio comune e condiviso nella consapevolezza di qualificare e migliorare il processo inclusivo del nostro istituto.

La classificazione ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità permette di comprendere, studiare e promuovere lo stato di salute delle persone, superando le gabbie dei modelli un tempo utilizzati per definire la disabilità e l’handicap.

La classificazione è uno strumento prezioso per sostenere:

  • Il funzionamento di funzioni e strutture corporee personali anche menomate.
  • L’attività e la partecipazione in ogni ambito di vita sociale per contrastare limitazioni e restrizioni e affermare le migliori capacità e prestazioni possibili.
  • Facilitazioni ambientali da contrapporre ad ostacoli e barriere fisiche e sociali.

L’ICF è inoltre il completamento della classificazione diagnostica di malattie, disturbi e altre condizioni di salute (ICD-10 – The International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems, tenth revision) già utilizzata per valutare tutti i minori d.a.

L’ICF facilita la distinzione tra soggetti in situazione di disabilità e soggetti con esigenze educative speciali  individuando tra i beneficiari degli interventi per l’integrazione scolastica sia gli alunni con disabilità sia quelli con esigenze educative speciali.

L’utilizzo dell’ICF aiuta i soggetti coinvolti nella definizione del profilo di funzionamento della persona, garantendo l’appropriatezza dell’intervento e facilitando la definizione di un progetto individualizzato.

  • Per approfondire l’argomento clicca sull’immagine.


Progettare l’integrazione

Strumenti, procedure e modelli operativi

Scuola dell’Infanzia

Progettare l’integrazione Strumenti, procedure e modelli operativi Scuola dell’Infanzia

Questo fascicolo vuole essere un quaderno di lavoro con il quale i docenti possono prendere atto del percorso di integrazione degli alunni con disabilità e dei relativi strumenti di analisi, programmazione e documentazione.
Il testo inizia con la presentazione delle caratteristiche della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF), poiché, nei diversi strumenti, sono state adottate le categorie previste dall’I.C.F. come linguaggio comune e condiviso.
Successivamente, i contenuti sono organizzati in due parti. In ciascuna sono esposti in sequenza:

1. i materiali estratti dall’Accordo di Programma del 2077 con le modifiche apportate nel 2010, che descrivono il percorso di
integrazione, gli strumenti previsti e le procedure di utilizzo. [Parte A]

2. un esempio di utilizzo degli strumenti di progettazione/documentazione – Verbale di accertamento, Diagnosi Funzionale, Profilo Dinamico Funzionale e Piano Educativo Individualizzato – del percorso di integrazione scolastica e sociale delle persone con disabilità. L’esempio è stato prodotto da un gruppo di docenti, da operatori dei servizi psico-socio-sanitari, da addetti
all’assistenza e da alcuni genitori. Il gruppo, simulando l’operato di un Gruppo Interprofessionale Operativo (GIO), ha preso in visione il Verbale di Accertamento e la Diagnosi Funzionale e ha prodotto il Profilo Dinamico Funzionale e il Piano Educativo Individualizzato. [Parte B]

In allegato è disponibile:

il modulo della Scheda di Segnalazione e il glossario delle categorie I.C.F. prodotto da un gruppo di insegnanti della Scuola dell’Infanzia
In questa sezione, viene presentata una tabella con le categorie dell’ICF selezionate per la produzione della Scheda di Segnalazione e il numero della pagina in cui sono contenuti i risultati dello studio fatto dai docenti. Per ogni categoria si riportano l’Area, il Capitolo e la
Definizione operativa, così come espressi nell’ICF. Il lavoro dei docenti è documentato dalla parafrasi della definizione operativa e
da un elenco di comportamenti osservabili in ambito scolastico, riferiti al grado scolastico frequentato dal bambino/a


Didattica Speciale

Do2learn fornisce migliaia di pagine riguardo abilità sociali ed attività di regolazione del comportamento, insieme a linee guida, canzoni e giochi di apprendimento, schede di comunicazione, materiale scolastico, e guide di transizione per l’occupazione e competenze di vita.

Do2Learn began in 1996 through a National Institutes of Health Small Business Innovative Research grant.  Our team searches out the most talented and creative teachers and clinicians across the world.  These gifted individuals work with our technical experts to transfer their knowledge into formats that we can make available to you.

  • Non posso non dire grazie per questa segnalazione alla professoressa Mammone Eleonora, “silenziosa” spalla di questo lavoro. 

Definitions
Includes definitions of the 14 areas included in IDEA under the lead definition of “child with a disability.”
Evaluation and Identification
Includes detailed information on the process of evaluating a child in order to determine if he or she is eligible to receive special education services.
Characteristics and Strategies
Includes clear explanations of the defining characteristics of certain disabilities and specific strategies to address these characteristics.
Parents and Teachers 
Includes information regarding the federally mandated specific rights for parents or legal guardians of children with disabilities, special education terms and acronyms, and more.