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Segnaliamo con piacere. 

 Guida DSA

Autore:  Anna La Prova, Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale.

Questa Nuova guida gratuita, destinata a insegnanti, intende fornire informazioni basilari su cosa sono i DSA e come si riconoscono. Vuole poi fornire alcuni suggerimenti operativi utili, per intervenire in classe in modo da facilitare l’apprendimento degli alunni con DSA.

All’interno di questa guida scoprirai:

  • cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)
  • quali sono le cause dei DSA
  • come si manifestano i DSA alla scuola dell’infanzia
  • come si manifestano i DSA alla scuola primaria
  • come si manifestano i DSA alla scuola secondaria 
  • cosa fare come insegnanti quando abbiamo in classe un alunno con DSA
  • come facilitare l’apprendimento degli alunni con DSA

…e molto altro ancora. Spero possa esserti di aiuto ed utilità :)

Fonte – http://www.adhdbambiniiperattivi.com/dsascuola/


La scrittura è la rappresentazione grafica dell’attività parlata. Per poter scrivere il bambino deve aver raggiunto alcune capacità motorie, buona capacità di discriminazione visiva, coordinazione e organizzazione spaziale. Il bambino normale le raggiunge verso i cinque-sei anni

Fin dai primi mesi di vita, il bambino prende coscienza della propria esistenza, della possibilità di imporre la propria presenza, di incidere sull’ambiente esterno e di modificarlo, ed è in questo momento che comincia a lasciare le prime tracce, un “qualcosa” da lui prodotto che è osservabile, riconoscibile e identificabile da sé stesso e dagli altri.

Dal compiacimento che prova nello scoprire i segni da lui prodotti, nasce l’interesse e il desiderio di riprodurli, così inizia a scarabocchiare, ma ancora senza cognizione di causa nè coordinazione: i movimenti sono molto larghi, si espandono in diverse direzioni, a seconda della posizione in cui si trova il bambino, solo dopo molte ‘prove’ il bambino comincia a indirizzare i suoi movimenti e a variarli, perfezionando la sua abilità e la coordinazione tra ciò che vede e come si muove.
Lo scarabocchio rappresenta per il bambino uno dei mezzi con il quale egli manifesta i suoi stati d’animo. Esprime la sua aggressività attraverso l’intensità maggiore o minore con la quale segna il foglio o lo strappa con dei segni violenti, molto netti, decisi e irregolari. Manifesta la sua gioia attraverso linee che si espandono  e si modellano in modo dolce e armonioso sul foglio; esprime le sue paure attraverso piccoli segni cui attribuisce un potere magico.
A differenza del disegno, che lascia ampia libertà di moduli espressivi, la scrittura richiede movimenti dei muscoli del braccio, del polso e della mano, molto precisi, e coordinati.Proprio per questo la scrittura è la  rappresentazione grafica dell’attività parlata. Per poter scrivere il bambino deve aver raggiunto alcune capacità motorie, buona capacità di discriminazione visiva, coordinazione e organizzazione spaziale. Il bambino normale le raggiunge verso i cinque-sei anni.

Nonostante questo, molto prima, a partire dai due anni e mezzo, molti bambini cercano di imitare la scrittura tracciando linee orizzontali per tutta la larghezza del foglio; successivamente il tracciato assume un andamento ondulato, più simile alla scrittura.
A tre anni sviluppano la tendenza a chiudere le forme aperte. A quattro anni i bambini disegnano alcune lettere dell’alfabeto. A cinque anni spesso il bambino impara a tracciare diverse lettere e, in relazione alle stimolazioni e all’aiuto che riceve dall’adulto, può imparare a scrivere il proprio nome o semplici paroline, anche se a caratteri grandi e irregolari.

Il processo di apprendimento della scrittura, così avviato, evolve, in genere, senza particolari problemi fino a che il bambino, raggiunta la padronanza delle regole ortografiche, grammaticali e sintattiche, riesce ad esprimere agevolmente per iscritto qualsiasi contenuto. Se il disegno è più immediato e spontaneo quando il bambino è piccolo mentre successivamente con l’aumentare dell’età diventa più stereotipato, la scrittura, al contrario è molto più legata alle richieste degli adulti quando il bambino è piccolo ma diventa più spontanea, ricca e personale con la maturazione dell’essere umano.

Su Pianetamamma abbiamo raccolto una serie di esercizi di prescrittura o pregrafismo che trovate così suddivisi:
Cornicette
Labirinti
Unisci i puntini
Disegni a tratteggio

I vari esercizi di prescrittura  hanno alcune caratteristiche comuni essenziali che le rendono particolarmente accettate dai bambini.
– i segni grafici che si richiedono non sono mai fine a se stessi ma sono parte essenziale di un disegno e di immagini vicine al suo mondo. Ciò gli permette di utilizzare tante altre informazioni presenti nella sua memoria, oltre a rendere divertente ciò che fa.

– per molti esercizi gli si richiedono dei segni molto ampi e semplici.

– vi è una progressione che lo accompagna, dolcemente e senza brusche, difficili richieste, dai segni che quasi spontaneamente egli faceva sul foglio scarabocchiando, a segni più difficili e complessi.

– la sequenza che lo accompagna al disegno libero è preceduta da esercizi di ricalco, esecuzione con traccia, esecuzione con punti che danno i margini o l’iniziale esecuzione del disegno stesso.

L’ESERCIZIO DEL RIPRODURRE

La capacità di riprodurre dei segni grafici comporta il coinvolgimento di diverse aree cerebrali. Il soggetto, infatti, non solo deve riuscire a percepire in modo corretto l’elemento grafico che cade sotto i suoi sensi mediante un’analisi delle sue caratteristiche: forma, dimensione, orientamento nello spazio, numero di elementi, rapporti reciproci ecc., ma deve avere anche la capacità di rappresentarselo mentalmente, prima ancora di coinvolgere, coordinandoli correttamente, i centri della motilità fine, deputati alla sua rappresentazione grafica.

Pertanto in quest’attività di prescrittura sono tutte queste potenzialità mentali, che vengono ad essere stimolate e sviluppate e non soltanto quelle riguardanti la coordinazione occhio-mano

L’ESERCIZIO DEI LABIRINTI
Era noto fin dall’antichità la necessità di dover attivare importanti meccanismi intellettivi per muoversi bene e risolvere i tanti problemi posti da un labirinto. Solo l’eroe furbo e intelligente riusciva ad uscire da un labirinto.
I labirinti assolvono molto bene a varie funzioni. Se da una parte stimolano le capacità intellettive e percettive degli spazi e degli ostacoli, dall’altra, se effettuati con il dito o con la matita, migliorano la coordinazione occhio mano e sono un importante strumento di pregrafismo a partire dai quattro anni di età cronologica e mentale.
E’ bene far effettuare il percorso dapprima con il dito e successivamente, ma solo quando è stato più volte eseguito correttamente, con la matita.
La scheda risulta non superata se il bambino attraversa qualche linea, “i muri che non si possono superare”, o se non sa scegliere la strada più breve.
Prima di far iniziare il percorso con il dito o con la matita è utile invitare il bambino a farlo mentalmente, “con gli occhi” pensando alla strada più breve e più corretta

Fonte – http://www.cslogos.it/


Attività di pregrafismo, per scuola dell’infanzia e primaria

 pregrafismo


Presentazione

La matematica è una materia che deve piacere altrimenti si fa fatica ad imparare.E’ risaputo, infatti, che essa non riscuote, tra i ragazzi, larghi consensi.Sono convinta che si potrebbe iniziare a presentarla, sotto forma di gioco, ai bambini  dalla Scuola dell’Infanzia A loro piace molto giocare e giocare con i numeri potrebbe essere un gioco nuovo e divertente.Diamo il via, dunque, ad attività che li veda contare, misurare, pesare.La creatività non ci manca e i piccoli ci aiuteranno a raggiungere gli obiettivi fissati per loro perchè, giocando,  riusciranno ad imparare e ad amare il numero in tutte le sue forme: quantità, contare per contare, ordinare, numerare, piccole operazioni, insiemi.

Obiettivi

Affinchè il bambino sviluppi il pensiero logico-matematico, è molto importante che eserciti la capacità di cogliere le differenze quantitative, di confrontare le quantità numeriche, di riconoscere le quantità uguali, maggiori e minori e acquisisca le abilità matematiche relative alla soluzione dei problemi.

Per questo motivo deve:

Conoscere i simboli numerici e le relative quantità

Conseguire le capacità di raggruppare, ordinare, misurare, pesare

Saper fare piccole operazioni di matematica

Costruire insiemi

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Fonte – http://www.confantasia.it/Gioco%20con%20la%20matematica.htm


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Laboratorio DiLCo – Dipartimento di Linguistica – Università degli studi di Firenze

IRRE – Toscana

I disturbi di apprendimento della lettura e della scrittura, con particolare riferimento alla dislessia 

LA DISLESSIA EVOLUTIVA

Il disturbo specifico di lettura, o dislessia evolutiva, si manifesta come una difficoltà, a vari livelli, nell’apprendimento e dunque nell’esecuzione dei compiti di lettura e, conseguentemente, di scrittura; colpisce bambini dotati d’intelligenza normale, che si presentano motivati ad imparare, con un’adeguata esperienza scolastica e sociale e che non presentano deficit né sensoriali, né neurologici né di tipo socioculturale. La diagnosi viene posta non prima dei 7 anni, quando sia stata superata la prima fase di apprendimento della lettura, con tutte le difficoltà che questo complesso processo può comportare a livello di codificazione e decodificazione del linguaggio scritto.

I parametri considerati per una diagnosi sono quelli di velocità e correttezza di lettura adeguati all’età del soggetto. Frequentemente l’ipotesi diagnostica viene posta dall’insegnante durante la classe III o IV elementare, per il persistere di difficoltà nell’apprendimento della letto-scrittura.

Colpisce circa il 5% dei bambini in età scolare: da questa definizione sono esclusi tutti quei bambini che hanno un disturbo di apprendimento secondario legato per esempio a scarsa stimolazione socio-culturale, problemi neurologici, sensoriali, ritardo di sviluppo, o difficoltà cognitive. La dislessia può associarsi a disgrafia, disortografia e discalculia in quanto presentano basi e prerequisiti comuni: l’associazione di questi disturbi si presenta normalmente con diverso grado di intensità.

Una sottocategoria della dislessia riguarda i bambini con un precedente disturbo specifico di linguaggio, in quanto la lettura e la scrittura ripropongono al bambino, ad un livello più alto, le difficoltà che ha avuto nell’apprendimento della lingua orale.

*Vai alla risorsa – http://www.irre.toscana.it/dislessia/dilco_brochure_per_scuole.pdf


I seguenti Link rimandano a pagine contenenti materiale didattico selezionato per progetti di accoglienza per la scuola dell’infanzia e primaria. 
  
ottimo lavoro realizzato dall’I.C. via Fiorentini. con laboratorio per la prima settimana di scuola dedicato all’accoglienza.
Elaborato dal II circolo di Castelvetrano, il progetto è di facile realizzazione ed è scandito in due parti
Ottimo lavoro elaborato dal I circolo didattico di Vico Equense. L’Istituto comprensivo ha un ottimo curricolo verticale e struttura quindi un progetto di accoglienza integrato e parallelo per scuola dell’infanzia e primaria. Molto ben fatto.
Il progetto è stato elaborato dalla scuola dell’infanzia Cherubine e ha il titolo “Come nasce l’amicizia”. Il progetto coinvolge 46 bambini per 2 sezioni, ma può essere senza dubbio adattato ad altre necessità
Lavoro semplice, immediato ed efficace su scuolamaterna. net. Qui trovate anche striscioni e materiali vari (link1 – link 2)
Il progetto si intitola “Lavorando insieme … a scuola” ed è strutturato per un intero istituto comprensivo: infanzia, primaria e secondaria di I grado
E’ un progetto di rete per l’accoglienza, l’integrazione, l’alfabetizzazione di alunni stranieri elaborato dall’Istituto Comprensivo Cecco Angiolieri.
E’ una raccolta di materiali dell’ IRRE-Toscana
Buon lavoro in 4 settimane dall’istituto comprensivo di Latiano
Un buon progetto in 8 pagine dal circolo di Cimitile
Progetto elaborato dall’Istituto Gramsci – Istituto Comprensivo
Rivolto alle classi prime ed elaborato dalla direzione didattica 11 di Bologna
Realizzato dall’ I.C “E. Toti” di Musile del Piave – Venezia
Lavoro semplice e utile realizzato dal circolo didattico di Chieti
Clicca sulla gif: